formazione
Kriya Yoga di Babaji


AGIRE CON CONSAPEVOLEZZA: IL KRIYA YOGA DI BABAJI


Cosa state cercando arrivati a questo punto della vostra esistenza nel leggere questo scritto? Tutti cercano la "felicità" qualunque cosa facciano. Ma quand'anche la si trovasse, la felicità sfugge via come acqua tra le dita.
I generatori dell'arte scientifica dello yoga, i Siddha, nei tempi antichi prescrissero una ricetta per la felicità dicendo: "la quantità
di felicità nella vita è proporzionale alla propria disciplina". Al fine di comprendere perché sia così, bisogna analizzare un altro dei loro detti, una diagnosi della condizione umana: "Noi sogniamo ad occhi aperti". Prendete in considerazione i più bei momenti della vostra vita. Perché sono svaniti come sogni dopo il risveglio? Considerate
il vostro stato mentale. Esso tinge in continuazione ciò che viviamo con molteplici movimenti onirici che sorgono dal subconscio: memorie, associazioni, abitudini e giudizi.

La maggior parte delle azioni che compiamo è basata sulle abitudini: ciò che ci fa piacere o che ci dispiace, la nostra alimentazione, come parliamo, camminiamo, etc.. Sono azioni che si ripetono per consuetudine, immagazzinate nel subconscio. Per questo motivo Patanjeli, autore di uno dei più importanti fra i testi classici dello yoga, "I Sutra", al verso 2 definì lo yoga in modo sorprendente: "Lo yoga è il processo di pulizia dei movimenti che emergono dal subconscio". Ciò è molto utile in quanto indica ciò che ognuno di noi dovrebbe fare per ottenere l'eterna felicità. Lo yoga ha molto più a vedere con l'abbandono di quanto ci trattiene dall'essere felici che l'ottenere od il trovare qualcosa che ci manca. Tutto ciò sta ad indicare il paradosso della vita: quello che andiamo disperatamente cercando, l'eterna "felicità", l'abbiamo già dentro di noi, in ogni tempo ed in ogni circostanza. Tuttavia continuiamo a perderla di vista a causa dei movimenti che emergono dal subconscio, come nuvole che scorrono sul sole.

Al fine di rilasciare i movimenti che sorgono dal subconscio, con lo scopo di iniziare ad agire con consapevolezza, i Siddha svilupparono diverse tecniche, conosciute come "Kriyas". In tempi più recenti, la pratica di questi "Kriyas" fu rivitalizzata da un grande Yogi himalayano chiamato Mahavatar Babaji. La parola "Kryia" significa "azione consapevole". Agire con consapevolezza è il significato dell'autodisciplina. "Kriya Yoga" è l'arte scientifica della perfetta unione con La Verità e con Dio. Essa consiste in una serie di tecniche per portare consapevolezza in tutti i cinque livelli del nostro essere: posture per il fisico, respirazioni per il vitale, meditazioni per il mentale, mantras per l'intellettuale e atti d'amore e di devozione per lo spirituale. Così facendo si permette ad una felicità interiore, o "beatitudine", una rifulgente consapevolezza, di regnare dal livello più grossolano a quello più sublime della nostra esistenza. In qualunque momento, in ogni circostanza possiamo sperimentarla, realizzando così il nostro più elevato potenziale.


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